Il boom del vino naturale e biodinamico

Libiamo i lieti calici… Si, ma con cosa brindiamo? E non è solo questione di vino “fermo” o “mosso”. I vini non sono tutti uguali, non è una novità. Ma forse non tutti sanno che oltre ai vitigni, alle etichette, agli invecchiamenti, alle barrique, alle bollicine, ai colori, ai trattamenti, c’è un’altra distinzione da fare. Quella tra vini naturali, vini biodinamici e vini per così dire tradizionali.
Negli ultimi mesi si è assistito alla nascita di saloni e di eventi in cui si presentano vini naturali e artigianali, con la partecipazione di decine di produttori e di centinaia di appassionati. La conferma più eclatante della crescita esponenziale dell’interesse per questo genere di prodotto è venuta dalla più importante rassegna vinicola italiana, il Vinitaly di Verona. Fino a due anni fa i vini naturali e biodinamici erano confinati in un piccolo padiglione al Vinitaly, ed erano – a sorpresa- quelli più visitati dai buyer d’oltreconfine. C’erano molti piccoli produttori, a cui si aggiunsero in breve molte cantine che affiancarono alle produzioni convenzionali anche quelle biologiche o biodinamiche. Per far fronte alla sempre crescente attenzione del pubblico e del mondo vinicolo, due anni or sono venne ideato “Vinitaly Bio”, un salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero, in collaborazione con Federbio. Il salone ha consentito a operatori, buyer e consumatori internazionali di distinguere i veri vini biologici e biodinamici certificati in conformità alle regole europee da altri prodotti che nulla hanno a che vedere con le rigide regole previste dal Regolamento Europeo 203/2012. La nuova frontiera avanza.

In pratica, degustando…
Il gusto di un vino biologico o biodinamico rappresenta un trionfo di profumi e di sapori. Chi si accosta per la prima volta al prodotto avverte una differenza al palato che conquista e rapisce. Ricchi bouquet profumi e aromi primari all’insegna di eleganza ed autenticità evolvono in bocca di minuto in minuto regalando sia al naso che in bocca piacevoli sensazioni. Gusti, stupori e piacevolezze si articolano e si fondono in un mix di eleganza e di delizie. Bianchi, rosati e rossi: non c’è un bio che sovrasta un altro, tutti i vitigni sono ben rappresentati: dal Sangiovese al Merlot, dallo Chardonay al Riesling. Ho degustato persino ottimi Champagne bio che nulla hanno da invidiare a quelli prodotti senza i limiti del Regolamento Comunitario. Una parola a parte meritano le etichette. Tutte vivaci, fantasiose, colorate, in alcuni casi biologiche anche loro. I nomi dei vini -infine- sono frutto di fantasia –a volte estrema- e non mancano erudite citazioni di poeti latini. Un mondo davvero straordinario.

Daniele Acconci