Il mese della legatura dei tralci

 

 

 

In  primavera,  a marzo e ad aprile in particolare, ha luogo  la legatura dei tralci delle viti. La legatura è un’operazione molto importante per il futuro della pianta: i tralci vengono legati orizzontalmente ai fili di ferro che collegano un palo all’altro, in modo che possano avere  una più omogenea distribuzione della linfa su tutti i germogli in crescita. Questa operazione, effettuata ancora a mano, all’antica, viene chiamata  a salice, e interessa tutte le viti, filare dopo filare. Sembra un’attività all’apparenza facile ma  in realtà deve essere svolta da operai esperti  per non danneggiare la vite con tragiche rotture. I rametti lunghi del salice domestico non si spezzano, sopportano tutte le torsioni. Anche quando la legatura è secca, mantiene egregiamente la presa per tutta la stagione vegetativa della vite. Non dà fastidio alla vista e si degrada automaticamente durante i mesi invernali. E’ facile da usare, gradevole al tatto, bello nel vigneto, lega le viti senza costringerle, in più è estremamente economico. L’utilizzo del salice per legare è una pratica naturale che viene da molto lontano e quindi non è stata inventata dai biodinamici, ma dai trisavoli con gli zoccoli e gli scarponi con le bullette che facevano di necessità virtù e avevano a loro disposizione un magazzino naturale di risorse creato con l’ingegno e la fatica di secoli.

“Il lavoro viene svolto interamente da noi –spiega Stefano Bossi- seguendo il metodo classico, tradizionale, come facevano i nostri padri e prima ancora i nostri nonni, tutto secondo la consuetudine che ci è stata tramandata, perché a mio parere la tradizione va rispettata”.

Un momento emozionante che si vive dopo la potatura e la legatura è il cosiddetto “Pianto delle Viti” quando cioè all’estremità del tralcio potato fuoriescono delle gocce d’acqua. Questo fenomeno è il segno  che la vita scorre dentro la vite, l’acqua dalle radici raggiunge l’estremità del tralcio e crea un affascinante fenomeno di lacrimazione.