Il vino si sta affinando, in attesa del bicchiere

In cantina il vino raccolto tra settembre e ottobre si sta affinando nelle botti dopo aver superato tutti gli step necessari. Subito dopo la vendemmia le uve sono state divise fra quelle da vinificare in bianco e quelle da vinificare in rosso. Le prime danno luogo ai vini fermi o frizzanti rifermentati naturalmente in bottiglia. Le seconde, seguono la procedura che prevede la fermentazione del  mosto a contatto con le bucce, dando luogo ad una fermentazione con macerazione. Durante la prima fase della fermentazione tumultuosa si è formato in cima alle botti il cosiddetto cappello di vinacce, e il vino, attraverso continui rimontaggi, è stato alla fine purificato e conservato nei serbatoi colmi, in attesa di diventare prodotto buono da  imbottigliare o da  mettere nelle damigiane per la vendita sfuso. Il lavoro è stato costante, e fruttuoso: il vino in questo modo è stato sottoposto ad una serie di spostamenti nel serbatoio, che l’hanno reso sempre più puro e sempre meno a contatto con le fecce grezze. Nelle botti che sono ora in attesa di essere imbottigliati o di essere messi ad affinare in apposite barrique è ora conservato il Bonarda che diventerà Eugenì, il composto di Barbera, Bonarda, Croatina che sarà il San Colombano Rosso doc e il Merlot e cabernet che diventerà Tigalè  destinato ad un affinamento in botte di rovere per 12-16 mesi. Ad un primo assaggio tutti i vini appaiono –ovviamente- ancora giovani, tannici, e poco profumati. I sentori giusti ed il gusto più intenso si sprigioneranno quando sarà completato il ciclo dell’affinamento, e in tal modo si potranno gustare al meglio nel bicchiere.