Quanta solforosa c’è nel vino che beviamo?

Col termine “solfiti” o “solforosa” si intende l’anidride solforosa aggiunta al vino, di solito sotto forma di metabisolfito di sodio, come disinfettante e stabilizzante. L’anidride solforosa blocca fermentazioni parassite e proliferazioni batteriche indesiderate favorendo la conservazione nel tempo del vino. Ha due effetti collaterali negativi. Il primo sulla salute. E’ una molecola di accertata tossicità e la sua presenza negli alimenti deve essere per legge al di sotto di certi limiti. E’ anche una molecola capace di scatenare crisi allergiche in soggetti predisposti. E’ responsabile delle sensazioni di capogiro e di cefalea che si provano quando si alza un po’ il gomito: anche l’alcol ad alte dosi da effetti simili, però la solforosa causa questi disturbi già a piccole dosi. Il secondo effetto collaterale è sul vino. Tende ad appiattire il profilo aromatico, spegnendo lievemente  gli aromi.

I produttori naturali cercano di usarne meno possibile. La legge consente di addizionare nel vino convenzionale fino a 150 mg/l di solforosa totale per il vino rosso e 200 mg/l per il vino bianco o rosato. Nel vino biologico questi limiti scendono a 100 mg/l per i rossi e 150 mg/l per i bianchi. L’associazione Vini Veri consente fino a 80 mg/l di solforosa totale. L’associazione VinNatur consente fino a 50 mg/l di solforosa totale. L’unica associazione di vignaioli al mondo a negare in qualsiasi modo l’uso di solforosa come additivo è la francese SAINS.

Detto questo, fino a che non si troverà un’alternativa valida, della solforosa non si potrà fare a meno. Una cosa è certa comunque: meno se ne usa meglio è.  Sarebbe corretto che il consumatore finale conoscesse il contenuto di solforosa totale dei vini che beve, ma fino ad oggi la legge non obbliga i produttori a scrivere questa informazione in etichetta.

L’unica possibilità consentita dall’attuale normativa è di indicare in etichetta che il vino “non contiene solfiti” se la concentrazione totale di questi è inferiore ai 10 mg/l. Dal 13 dicembre 2014 il Regolamento UE n. 1169/2011  prescrive l’obbligo di indicare in etichetta “la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti”, senza però specificarne quali.

 

 Daniele Acconci