Un marchio di qualità per distinguere i vini vegan

I consumatori di vino biologico sono in aumento nonostante la crisi. Lo comunica l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab). Le vendite di vino bio sono aumentate del 4% mentre quelle del vino convenzionale nella grande distribuzione organizzata sono scese del 6,5% nel 2013 rispetto al 2012 secondo gli ultimi dati disponibili.

Significa che sempre più consumatori sono alla ricerca di vino biologico che è sempre più apprezzato sia in Italia che all’estero, con gli Stati Uniti al primo posto. Vinitaly quest’anno ha ospitato oltre 170 aziende produttrici di vino certificate bio, segno che il mondo del vino si sta trasformando.

L’Italia è arrivata a produrre quasi 5 milioni di quintali di uva bio nel 2013 e, sulla base di dati SINAB elaborati da ISMEA, si stima che i quasi 4 milioni di ettolitri di vino biologico prodotti ogni anno rappresentino circa il 7% della produzione totale.

Cosa ne pensano i consumatori? Secondo le statistiche del Wine Monitor, il 43% degli acquirenti ritiene che il vino ottenuto da uve biologiche abbia una qualità superiore rispetto agli altri: la percentuale sale fino 60% tra chi ha già provato il bio.

Al recente Vinitaly abbiamo riscontrato la presenza di vini vegani. Si tratta di vini adatti a vegetariani e vegani, dato che non contengono nessun ingrediente di origine animale. Il Gruppo CSQA-Valoritalia,  si occupa di controllare la qualità dei vini vegani.

Nella fase di vinificazione convenzionale si possono utilizzare sostanze di origine animale come le proteine del latte (caseinati) e dell’uovo (ovoalbumina), usate nella chiarificazione dei vini. I vegani quindi devono orientarsi verso vini che contengano solamente sostanze di origine minerale e con adeguate garanzie non solo in fase di vinificazione.

Ecco allora la necessità di controlli accurati in tutte le fasi della produzione in cantina fino all’imbottigliamento, in modo che sia garantita l’assenza di prodotti di origine animale compresi i materiali per l’imbottigliamento, come la colla per le etichette fino al nastro adesivo con cui si chiudono i cartoni, secondo quanto comunicato dal Gruppo CSQA-Valoritalia. Per riconoscere i vini vegan è nato il marchio Qualità Vegetariana® Vegan.

Dal punto di vista analitico sono migliorati gli strumenti di garanzia per questa tipologia di mercato grazie ad un progetto di ricerca iniziato nel 2009 dal MIPAAF e curato dall’Università di Milano e da Unione Italiana Vini, sono stati messi a punto 2 metodi di analisi, specifici per il vino e basati sul sistema ELISA, che possono permettere di individuare residui di derivati di latte e uova con un limite di rilevabilità migliorativo rispetto a quelli precedentemente disponibili. I metodi sono stati valutati e validati attraverso uno studio collaborativo che ha incluso 12 laboratori italiani qualificati.

 

Daniele Acconci